La Madonna della Stella a Migliano di Fosciandora in Garfagnana

La stella è uno dei più frequenti e suggestivi simboli cristiani, perché è segno di luce e di forza spirituale. Nel libro apocrifo di Enoc (I a.C.) ha una relazione stretta con l’angelo; Daniele 12,3 descrive la vita eterna dei giusti con l’immagine delle stelle ... e così via, citando anche i re Magi e la stella cometa e il celebre luogo di pellegrinaggio galiziano Compostela (campus stellae) che prese il nome dalla stella che seguì l’apostolo Giacomo maggiore nel suo pellegrinaggio verso la Spagna.
Anche Maria è chiamata “Maris stella” (stella del mare) ed è invocata sia dai naviganti che dall’universale dei fedeli; come attributo notissimo dell’Immacolata è la corona di dodici stelle sopra il capo (Apocalisse 12).
Invece, meno frequente nella devozione è la raffigurazione della Madonna della Stella, anche se si trova diffusa in molte località d’Italia: per fare qualche esempio, a Montefalco (Perugia), a Gravina di Puglia presso l’Appia antica, a Cellatica nel bresciano, sulla vetta del Monte Stella nel Cilento, a Porciano di Ferentino (Frosinone) ... e in Toscana a Migliano di Fosciandora in Garfagnana.
Di quest’ultimo santuario prendiamo l’occasione di scrivere qui, avendo trovato per caso in un vecchio libro un bel santino novecentesco con riprodotta sopra l’immagine proprio della Madonna della Stella.
Sul retro si legge la devota preghiera seguita sulle offerte da delle notizie pratiche che oggi sono ‘storiche’e fanno un po’ nostalgia ...

A Maria SS. della Stella
Preghiera

Vergine Santissima che dal popolo cristiano siete venerata sotto il dolce titolo di «Madonna della Stella» volgete il vostro amoroso sguardo verso di noi miseri peccatori che umiliati ci prostriamo ai vostri piedi.
In mezzo alle tenebre ed ai pericoli del mondo, siate la nostra guida e il nostro conforto.
Noi, fatti schiavi delle passioni, ci siamo allontanati dalla via della virtù, abbiamo macchiato l’anima nostra con tanti peccati; ma ora ci affidiamo alla vostra protezione per ritornare in grazia di Dio.
Illuminate la nostra mente, destate nel nostro cuore un sincero pentimento di tutti i nostri peccati, e otteneteci di perseverare in grazia fino alla morte.
Volgete pure uno sguardo amoroso sulle nostre famiglie e fate che si conservi in esse la pace, la pietà, il santo timor di Dio.
Proteggete i nostri parenti vicini e lontani in tutti i bisogni materiali e spirituali; e se alcuno fosse lontano da Dio, ottenetegli la grazia di un sincero pentimento.
Siate, o Vergine Santissima, il nostro rifugio finché vivremo sulla terra; siate il nostro conforto in morte ed accogliete finalmente quest’anima nostra nel Santo Paradiso. Così sia.

Indulgenza di 40 giorni

Chi riceve grazie per intercessione della Vergine Santissima della Stella è vivamente vivamente pregato di darne tempestivamente notizia al p. rettore del Santuario di Migliano Fosciandora (Lucca).
Per l’invio di l’offerte servirsi del modulo di c.c postale numero 22-5853”.

È doverosa qualche notizia sul citato paese di Fosciandora, luogo affascinante già nello stesso nome. Ne scrisse il cavaliere Raffaello Raffaelli (Descrizione storica economica della Garfagnana, 1879):

“Questa terra alta sul livello del mare metri 450, e 250, sulla via nazionale Livorno-Mantova [oggi presso la SR 445], è assai più recente di Ceserana. Secondo la opinione di Mons. Pacchi, sembra avesse origine nelle aggressioni dei Lucchesi, dopo che le Terre Nuove fecero la loro spontanea dedizione agli Estensi il 24 luglio 1451. E di fatto non se ne trovano memorie prima di quell’epoca. È tradizione che tre fratelli, provenienti da Gubbio, di nome Raffaello, Simone e Leonardo venissero ad abitare in questo luogo e dessero origine alle famiglie Raffaelli, Simonetti e Nardini, che ancora vi esistono. Il paese contiene 30 case, con 33 famiglie e 174 abitanti. Era cinto in gran parte da mura con 5 porte e torri, di cui vedonsi ancora chiare le vestigia, essendo state alcune recentemente demolite. Tali fortificazioni furono costruite nell’anno 1606.
Fosciandora è collocata in posizione più amena e pianeggiante delle altre Terre di questi dintorni, ed ha un estesissimo orizzonte verso ponente, coll’amena veduta di tutta la catena delle Alpi Apuane, e di oltre ventidue paesi.
Coll’attuale pessima strada mulattiera, dal ponte sul Serchio a questo capoluogo è una distanza di chilometri 2,266. Al disotto, quasi perpendicolarmente del paese, a metri 310, trovasi la chiesa parrocchiale detta di Migliano ...”.

E al capitoletto “Chiese e oratori”:
“Un altro Oratorio esiste a non molta distanza a mezzogiorno di Migliano, detto della Madonna, edificato sui ruderi di un’antica chiesa soppressa il 21 luglio del 1662, e poscia distrutta.
La Congregazione delle Opere Pie avea venduta l’area del sacro edifizio, insieme con due casette attigue a certi Nardini, a rogito Parrini del 27 gennaio 1785, i quali cessero poi ogni cosa all’avvocato Nicolao Raffaelli (mio amatissimo avo paterno) che divisò porre a livello le antiche muraglie, per fare entro di esse un orto.
Mentre il muratore Giuseppe Iacopucci il 4 luglio 1798 attendeva a questo lavoro, si staccò un pezzo del muro, e si scoperse una pittura a fresco assai bella della Vergine. Codesta impensata apparizione destò in tutti meraviglia e stupore (molto più che nessuno de’più vecchi del luogo sapeva che fosse esistita quando era in piede l’antica chiesa), e determinò il proprietario a far sospendere gl’intrapresi lavori. La notizia si sparse colla celerità dell’elettrico in tutti i paesi all’intorno: le campane dei medesimi suonavano a festa; e la gente traeva in folla ad ammirare la Santa Immagine.
Le grazie ed i portenti che quivi avvennero fecero sì che la notizia si diffondesse in più remote contrade, dalle quali venivano persone di ogni età e di ogni ceto a visitare questo luogo. Alla vista di sì commovente spettacolo l’avv. Raffaele e la sua consorte, Anna Venturelli di Brucciano, concepirono il disegno di erigere in quel sito una nuova chiesa, sotto l’antica invocazione della Madonna della Stella. Nel luglio del 1827 l’opera veniva dai medesimi condotta a termine, e nel giorno 15 del medesimo, Monsignore Zoppi, primo Vescovo di Massa, la benediceva solennemente, in mezzo ad un concorso straordinario di popolo. Quest’oratorio è provvisto di quanto occorre pel culto dalla famiglia Raffaelli, la quale, nei mesi di maggio e di settembre, vi mantiene un sacerdote pel comodo dei devoti, che numerosi si recano a visitare quel Santuario”.

Il santuario ebbe storia rilevante anche dopo il Raffaelli perché a Migliano si stabilirono per breve tempo i Servi di Maria e quindi fondarono un collegio i Chierici Regolari della Madre di Dio. Si scrive in un sito dedicato (https://www.sangiovannileonardi.com/litalia-dei-santuari-mariani/madonna-dellarco-fosciandora-lu/):

“Benchè fosse un oratorio privato, il desiderio dei restauratori, visto anche il crescente affluire di fedeli, fu sempre quello di farlo gestire in modo continuativo ad un Ordine religioso e lo storico fosciandorino Raffaello Raffaelli trattò con diversi istituti, che però, vista la totale mancanza di una via di comunicazione dal fondovalle con il luogo dove si trovava l’edificio, rinunciavano all’offerta. Fu il figlio Nicola che, dopo vari contatti, trovò dei religiosi disposti a salire fino a quell’oratorio. Si trattava di religiosi appartenenti all’Ordine dei Servi di Maria. Agli inizi, per le celebrazioni nei mesi di maggio e di settembre, abitarono nei dintorni dell’oratorio, poi, verso il 1890, scelsero di edificare nei suoi pressi un convento, ma costruitolo fino al primo piano, dopo aver officiato per quattro anni, decisero di trasferirsi in un luogo meno disagiato. Questi religiosi, per le sole funzioni di maggio e di settembre, furono sostituiti dai Padri Cappuccini di Lucca, ma anche loro dopo quattro anni rinunciarono e così il Raffaelli interpellò i Chierici Regolari della Madre di Dio. Questa Congregazione mariana acquistò tutto il complesso, comprendente il convento non terminato, l’oratorio e tutti i terreni di pertinenza, nel dicembre 1900. L’esecuzione dei lavori di ultimazione del collegio furono terminati nel settembre 1902 e dal giorno undici arrivarono i religiosi dell’Ordine della Madre di Dio. Ufficialmente la presa di possesso avvenne il 6 giugno 1903. In seguito, nel 1914, fu costruito anche il campanile”.

Si può leggere il seguito della storia del santuario sempre nel sito che riferisce dei lavori della nuova facciata a partire dal maggio 1927, degli affreschi in essa realizzati dal pittore Virgilio Scuffi di Firenze e della cerimonia d’inaugurazione celebrata la domenica 28 settembre 1930.
Quattro anni dopo, impreziosito dall’intarsio di 28 formelle, “in parte di tipo figurativo umano e in parte naturalistico/simbolico”, fu installato anche un nuovo portale di legno.
Durante la seconda guerra mondiale, il santuario subì danni ingenti ma le riparazioni furono portate a termine in un tempo abbastanza breve.
Tra 1948 e 1949 furono anche effettuati i lavori di restauro dell’antico affresco della Madonna. Nel 1952, poi, la sacra immagine fu incoronata con una corona opera dell’orafo Gardesani di Bologna.
Oggi il santuario della Madonna della Stella è gestito sempre dai Chierici Regolari della Madre di Dio. Collegio e convento sono stati trasformati in un centro di spiritualità con struttura ricettiva.

Paola Ircani Menichini, 4 settembre 2026. Tutti i diritti riservati.




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